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Da Campigna a Stia, per il Passo della Calla

Sui sentieri di Dino Campana

Campigna è raggiungibile da Firenze seguendo fino a Pontassieve la Statale Tosco Romagnola e da qui la Statale del Passo della Consuma. Giunti a Poppi si risale con la Statale n.310 verso Pratovecchio e Stia e da qui al Passo della Calla e a Campigna. Da Forlì è invece sufficiente seguire la Statale n. 310 che superate Galeata e S. Sofia, giunge alla località di partenza.
Itinerario tra i più interessanti dal punto di vista naturalistico, dato che per buona parte si sviluppa all'interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Campigna e Monte Falterona. Soprattutto la prima parte, tra Campigna e il Passo della Calla, si svolge in uno degli angoli più belli dell'area protetta, tra i secolari e colonnari alberi di abete bianco della Foresta di Campigna. Da segnalare, inoltre, che la via che si percorre rappresenta l'antica strada che da Corniolo saliva al Passo della Calla, via che transitava per il viale dei Tigli, luogo tra i più cari a Dino Campana.
Lasciata l'auto nel parcheggio di Campiglia, si scende tra "le case quadrangolari in pietra viva costruite dai Lorena", passando davanti al piccolo fabbricato che ospita il museo della foresta e giungendo ad un bivio. Qui si prende la via a sinistra e così facendo ci si immette sul Viale dei Tigli passando all'interno di quello che può essere descritto come uno dei tunnel verdi più maestosi dell'Appennino. Al termine del viale sarebbe possibile continuare sull'antica via per Corniolo. Chi vuole raggiungere Stia deve invece ritornare sui suoi passi superando il parcheggio e salendo a piedi sulla lingua si asfalto che porta alla Statale (direzione Firenze). Poco prima di questa, sulla sinistra, parte il sentiero n.37 (freccia in legno) che conduce al Passo della Calla. La mulattiera si addentra subito nel bosco andando a superare un ponticello in legno e iniziando quindi a salire. Percorrendo "interminabili valli selvose e deserte" sulla mulattiera che si insinua tra colonnari alberi di abete bianco, si giunge a sfiorare la Statale e quindi, con un ultimo sforzo, si arriva al passo della Calla. Da qui si lascia l'asfalto per prendere a destra una larga sterrata chiusa subito da sbarra (sentiero n.80 CAI), che entra nella faggeta che ammanta il versante toscano del valico. Dopo poche centinaia di metri, ad un bivio si va a sinistra e così facendo si giunge alla Sorgente Calcedonia, freschissima fonte nota per la bontà delle sue acque. Qui si piega a destra sull'asfalto e si scende per poche centinaia di metri per poi seguire a destra i segnali bianco/rossi del sentiero CAI che consente di tagliare alcuni tornanti della Statale. Tornati su quest'ultima, la si percorre per 200 metri, per poi prendere a destra una stradella chiusa alle auto da sbarra (sentiero n.80). Da qui in poi non si incrocia più la Statale e tutto il percorso si sviluppa all'interno del bosco, ora di faggio, ora di abete. In particolare bisogna prestare attenzione ad un primo bivio, dove si va a destra, ed un successivo trivio, dove si prosegue diritti. Da qui seguendo il sentiero leggermente infrascato che costeggia il Fosso Gorgone, è possibile scendere fino ad incontrare la carrareccia che riporta sulla Statale. Per raggiungere Stia "bianca ed elegante tra il verde, melodiosa di castelli sereni" non resta che seguire l'asfalto (chi vuole comunque, può evitare quest'ultimo tratto riprendendo subito la via del ritorno per Campigna).

Tempo 6/7 ore
Dislivello 970 m
Cartografia  Multigraphic 1:25.000 n. 33-34
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Testi e foto di Cinzia Pezzani & Sergio Grillo


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