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Pontremoli

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Abitanti nel 1991: 8.639

Circondato dalle montagne, il territorio comunale si estende per 182,68 kmq, per gran parte in collina, in Val di Magra, alla confluenza del torrente Verde e lungo la strada della Cisa. Comunità autonoma dal 1777, con le riforme leopoldine, ha ottenuto il titolo di città l'anno seguente. Nel 1957 gli è stata aggregata la frazione di Arzelato, proveniente da Zeri.

Posta sotto la giurisdizione del marchesato di Toscana, Pontremoli è ricordata per la prima volta in un documento del 990. Nei secoli XII e XIII ebbe proprie istituzioni comunali, ma a partire dalla fine del Duecento, indebolita all'interno dalle lotte fra guelfi e ghibellini e insidiata dagli stati vicini a causa della sua posizione nell'unica gola di facile accesso in Lunigiana, fu soggetta al dominio di numerosi signori italiani e stranieri. Conquistata dai Malaspina nel 1319 e dagli Antelminelli nel 1322, nel 1331, fu venduta da Giovanni di Boemia a Mastino della Scala, signore di Verona, a cui fu sottratta nel 1339 da Visconti di Milano. Questi dovettero a loro volta cederla, nel 1404 ai Fieschi di Genova, ma ne rientrarono in possesso nel 1433 con la pace di Ferrara. Dal 1450 al 1508 dipese dagli Sforza, divenuti duchi di Milano, mentre alla loro sconfitta nella guerra con la Francia passò a questa fino al 1522. Nel 1526 si sottomise a Carlo V per cui fu governata prima attraverso i Meschi, poi direttamente dalla Spagna fino al 1647, quando fu venduta alla repubblica di Genova. Revocato l'atto di vendita da Filippo IV tre anni dopo, entrò a far parte del granducato di Toscana al quale rimase, tranne il periodo della dominazione francese, fino all'unità d'Italia.

Pontremoli ospita dal 1952 una manifestazione letteraria nota a livello internazionale, il "Premio Bancarella".
La specialità gastronomica di Pontremoli sono i "Testaroli", riconosciuti da molti come primo esempio di pastasciutta. Il loro nome deriva da "testi", cioè i due piatti rotondi dentro cui si cuoce la pastella. Una volta pronti si tagliano in varie forme, poi si gettano in acqua bollente per pochi minuti, si scolano ed infine si condiscono a piacere. Nella zona si predilige condirli con il pesto, olio d'oliva e parmigiano.

Da vedere:
Torre del Campanone, fatta costruire da Castruccio Castracani nel 1322 per separare le fazioni locali di guelfi e ghibellini.
Museo delle statue-stele lunigianesi, ha sede nell’antico Castello del Piagnaro, e vi sono raccolte le statue-stele di epoca preistorica.

Parte storica riprodotta su autorizzazione della Regione Toscana - Dipartimento della Presidenza E Affari Legislativi e Giuridici

 
 
 
   
 
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