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Campagnatico

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Abitanti nel 1991: 2.471

Il territorio del comune di Campagnatico si estende per 162,15 kmq in una zona in parte collinosa e in parte pianeggiante attraversata dal fiume Ombrone. Castello medievale, capoluogo di podesteria in epoca moderna, ha subito nel tempo mutamenti dei suoi confini con il distacco, tra il 1920 e 111926, delle frazioni di Casal di Pari e di Pari, di Civitella e di Paganico, che formano attualmente il comune di Civitella Paganico.

Ricordati da un documento del 973, Campagnatico e il suo territorio, furono soggetti, durante il Medioevo, a giurisdizioni diverse. Nell'XI secolo l'abbazia di San Salvatore sul monte Amiata e la stessa corte pontificia vi possedevano terre. Ancora nel XIII secolo il castello apparteneva in condominio ai Visconti di Campiglia e agli Aldobrandeschi: di quest'ultima casata faceva parte quell'Omberto di Campagnatico, menzionato da Dante nell'XI canto del Purgatorio, che nel 1256 assalì e imprigionò nel castello alcuni ambasciatori della repubblica senese. Tre anni dopo Siena vendicò l'affronto ricevuto facendo uccidere Omberto per mano di sicari; i suoi beni passarono allora alla sorella Folchina, sposa di Donusdeo Tolomei, che già deteneva in enfiteusi la terza parte del castello, della corte e del territorio di Campagnatico. Alla morte del Tolomei la vedova e gli altri condomini, i Visconti di Campiglia, vendettero gradatamente, a partire dal 1282, l'intero castello alla repubblica di Siena, alle cui sorti Campagnatico restò in seguito legato. Nel 1363 il territorio fu occupato per breve tempo da una compagnia di ventura capitanata da Niccolò di Montefeltro.

In decadenza nel periodo mediceo, ritornò a prosperare sotto il governo del granduca Pietro Leopoldo I di Lorena che vi operò una riforma agraria, abolendo i grandi latifondi, attuò la riedificazione di gran parte degli edifici diroccati, promosse la costruzione di una stamperia, di un'orologeria e di una vetreria. Ricca di storia è anche la maggiore frazione del capoluogo, Montorsaio, castello posseduto dai Visconti di Batignano, quindi dai Salimbeni di Siena, e, dal 1375, definitivamente passato alla repubblica senese. Teatro di operazioni partigiane durante la Resistenza, Campagnatico fu liberata da formazioni locali il 12 giugno 1944.

Da vedere:
S. Antonio, ex chiesa duecentesca, poi sede del teatro dei Perseveranti, ha l’interno finemente decorato di affreschi tre-quattrocenteschi.

Parte storica riprodotta su autorizzazione della Regione Toscana - Dipartimento della Presidenza E Affari Legislativi e Giuridici

 
 
 
   
 
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