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Pubblichiamo due
articoli dedicati al Diotto estratti con pazienza e amore dal vastissimo
Archivio Aldo Giovannini.
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Appena
spenti i clamori della guerra il Diotto del '19 è stato comunque
un'occasione di festa
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14
Settembre 1919 La festa dell'otto Settembre che conta secentotredici anniversari e
che resta tuttora la festa più storica e più popolare di tutto il Mugello, quest'anno fu
celebrata dal bel tempo a dall'istinto popolano, reso vivo dai buoni salarii e dal bisogno
di reagire al passato per godere il presente, disubbidendo allegramente a Saverio
Francesco Nitti. ........ Tutto il resto della moltitudine accorsa passò il tempo
passeggiando e conversando con aria veramente festiva e con un intreccio di sentimenti,
che davano il predominio ai fidanzati e al flirt campagnolo.
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Esattamente
un secolo fa, nel 1898, due giorni prima del Diotto il Messaggero
pubblicava questo articolo
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Martedì
6 Settembre 1898 Se la stagione non fosse così bella, non mi sarei azzardato a parlar
di feste, perché c'è pur troppo ancora per l'aria la nuvola della tristezza, che, a
dispetto del sole, seguita qua e là a far dell'ombra. Intanto qui l'antica festa popolare
del dì otto Settembre, affacciandosi un poco più di giorno in giorno al calendario,
riappare anche allo spirito e vi ridesta la forza della tradizione, l'eco di vecchie
memorie e il coraggio del verbo godere, ormai ferito a morte. La Tombola, agitando a uso
ventaglio le cartelle, rinfresca la semisvenuta speranza e le cuce le ali, perché vada a
trovare il Bisogno che affannosamente la cerca e la chiama. Agostino Tazzi con un bel
programma di fuochi artificiali, accenderà fra il buio della sera fantasie e visioni, che
piene di Oh! di meraviglia, riappariranno ne' sogni e faranno passare sul capo del popolo
una striscia di poesia sotto una pioggia di faville. La Banda poi, raccogliendo questi
istanti e questi motivi di gioia, li accorderà e li porterà dentro le sue sinfonie per
restituirli, più parlanti e più cari, alla gente accorsa. Il comitato della festa va
ricantando a' Mugellani un "Venite! Venite!" e a rinforzare la voce e l'invito
aggiunge che il dì otto stesso verrà a Scarperia da Firenze la società corale di S.
Gallo con una sessantina de' suoi componenti e in pubblico canterà vari pezzi. I preti
poi, quantunque per cause dolorose di amministrazione, ora in via di riordinamento, non
abbiano, potuto apprestare nell'Oratorio del Vivaio , una festa degna delle antiche
tradizioni, pur nonostante ripetono alla folla de' devoti "Servite Dominio in
laetizia". Che ci vuole dunque alla gente per divertirsi? Il Diottista |
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