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Pratovecchio

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Abitanti nel 1991: 3.068

Il territorio comunale di Pratovecchio, in Casentino, si estende per 75,48 kmq dal crinale dell'Appennino tosco-romagnolo al fondovalle attraversato dall'alto corso del l'Arno per risalire fin quasi al passo della Consuma. Centro feudale, divenne poi sede di podesteria; privato nel 1872 della frazione di Stia, costituitasi in comune autonomo, nel 1929 il comune di Pratovecchio venne soppresso ed entrò a far parte del comune Pratovecchio-Stia. Ha raggiunto l'assetto attuale nel 1934, quando venne ricostituito il comune originario con la cessione al territorio di Stia delle frazioni di Papiano e Ponte d'Arno e con l'aggregazione da Stia della zona compresa tra il fiume Arno, i fossi Vicena e Asinaia e il confine con la provincia di Firenze.

Pratovecchio fu feudo dei conti Guidi da Battifolle sin dal XII secolo, come risulta da un privilegio di Arrigo VI del 1191, sebbene già più di un secolo prima venga ricordato un monastero di Pratovecchio intorno al quale si era andato sviluppando il castello. Nella prima metà del secolo XIV, come attestano alcuni documenti, appartenne al ramo dei Guidi di Dovadola che lo cinsero di mura e di fossati; ma almeno dal 1367 era tornato, seppure sotto l'accomandigia della repubblica fiorentina, in possesso dei Guidi di Poppi, di cui seguì le sorti fino al 1440, quando il conte Francesco fu costretto ad abbandonare Poppi e il Casentino. Pratovecchio, entrato a far parte del territorio fiorentino, fu dichiarato sede di podesteria. Nacquero in questa terra Paolo di Dono detto Paolo Uccello, il grande pittore del primo rinascimento fiorentino (1397-1475), Cristoforo Landino (1424-1498), dotto umanista noto come commentatore della Divina Commedia, e Iacopo Landini detto Iacopo del Casentino (1297-1358) pittore. A poca distanza dal capoluogo, e rispetto a questo sovrastanti, restano i ruderi del castello di Romena, dove l'Alighieri soggiornò da esule, ospite del conte Guido Selvatico da Dovadola.

Da vedere:
Parrocchiale, eretta in Piazza Landino, ospita due preziosi dipinti seicenteschi. Adiacente, sorge il Convento delle Monache Camaldolesi (clausura), fondato dai conti Guidi nel XII secolo. Sempre nelle vicinanze di Piazza Landino, sorge il cinquecentesco Monastero delle Monache Domenicane (clausura).
S. Maria a Poppiena, chiesa ad una navata, conserva opere d’arte.

Parte storica riprodotta su autorizzazione della Regione Toscana - Dipartimento della Presidenza E Affari Legislativi e Giuridici

 
 
 
   
 
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